Settembre 3, 2026

2026: il dato impressionante sulla grandine che sta cambiando il mercato assicurativo

La grandine continua a rappresentare uno dei rischi climatici più rilevanti per il settore assicurativo italiano e i numeri più recenti pubblicati da IVASS mostrano quanto questo fenomeno stia pesando sempre di più sul mercato.

Secondo il nuovo Rapporto 2026 di IVASS sui rischi da catastrofi naturali e di sostenibilità, nel 2024 la raccolta premi legata ai rischi naturali ha raggiunto 3,1 miliardi di euro, con una crescita del 13% rispetto all’anno precedente.

Un dato già importante, ma quello che colpisce di più riguarda la composizione dei rischi assicurati.

Circa 2,7 miliardi di euro, pari all’88% della raccolta complessiva, riguardano infatti i cosiddetti rischi climatici acuti. E all’interno di questa categoria, la grandine pesa per il 67,8%, una quota nettamente superiore rispetto alle tempeste, ferme al 19,6%, e alle inondazioni, pari all’11%.

Questo significa che, tra i principali eventi atmosferici considerati dal settore assicurativo, la grandine è oggi uno dei fenomeni con il peso economico più significativo.

Il motivo è semplice: una grandinata violenta può provocare danni molto elevati in pochissimi minuti.

Automobili, tetti, vetrate, pannelli solari, impianti, serre, capannoni e attività commerciali possono subire danni improvvisi e costosi da riparare. In alcuni casi, soprattutto durante eventi particolarmente intensi, il valore complessivo dei danni può diventare molto importante anche per singole famiglie o imprese.

Ed è proprio qui che entra in gioco il tema assicurativo.

Molti consumatori danno per scontato che la propria polizza copra automaticamente qualsiasi danno causato dal maltempo, ma non sempre è così.

Le coperture possono cambiare molto da contratto a contratto. Alcune polizze includono la grandine, altre la prevedono solo come garanzia aggiuntiva, mentre in altri casi possono esserci franchigie, scoperti, massimali o esclusioni che riducono l’importo effettivamente rimborsato.

Per questo motivo, prima di sottoscrivere o rinnovare una polizza, è fondamentale controllare con attenzione quali eventi atmosferici sono realmente coperti, quali limiti economici sono previsti e quali condizioni devono essere rispettate per ottenere il rimborso.

IVASS segnala inoltre che tra il 2021 e il 2024 la raccolta premi relativa ai rischi da catastrofi naturali è cresciuta mediamente di circa il 10% ogni anno.

Questo andamento mostra come il tema della protezione contro i danni climatici stia diventando sempre più centrale.

Non si tratta più soltanto di una copertura accessoria da valutare occasionalmente, ma di una voce che sta assumendo un peso crescente nella gestione del rischio per famiglie, automobilisti, proprietari di immobili e imprese.

Un altro elemento importante riguarda il rapporto tra il valore dei beni esposti e il livello effettivo di copertura assicurativa.

IVASS continua infatti a evidenziare un divario rilevante tra i danni potenziali provocati dagli eventi naturali e la quantità di beni realmente assicurati contro questi rischi, soprattutto nel settore immobiliare residenziale.

Questo significa che, in caso di evento grave, una parte significativa dei danni potrebbe ancora ricadere direttamente su famiglie e proprietari.

Per chi possiede un’auto, un’abitazione o un’attività commerciale, il consiglio è quindi quello di non limitarsi a chiedere semplicemente se la polizza “copre la grandine”.

Bisogna verificare nel dettaglio:

quanto copre,
fino a quale importo,
con quale franchigia,
con quale scoperto,
e soprattutto quali danni vengono esclusi.

Una differenza apparentemente piccola nelle condizioni contrattuali può trasformarsi, in caso di danno importante, in una differenza di centinaia o migliaia di euro sul rimborso finale.

In un contesto in cui gli eventi atmosferici estremi continuano a rappresentare un rischio concreto, conoscere bene la propria copertura assicurativa diventa quindi sempre più importante.

Il dato del 67,8% legato alla grandine non è soltanto una statistica: è un segnale chiaro di quanto questo fenomeno stia incidendo oggi sul mercato assicurativo italiano e di quanto sia importante valutare con attenzione la propria protezione.

Fonte: IVASS – Rapporto 2026 “Rischi da catastrofi naturali e di sostenibilità: monitoraggio annuale”, pubblicato il 31 agosto 2026.

Article written by Energie invest

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